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Prevenzione delle gengiviti dalla nascita all’adolescenza

La gengivite è una patologia infiammatoria dei tessuti molli di sostegno dei denti che riconosce un’eziologia multifattoriale essenzialmente batterica con l’interazione di tre cofattori principali: suscettibilità dell’ospite, fattori ambientali e comportamentali. La placca, infatti, pur essendo condizione necessaria, risente del ruolo indispensabile dell’interazione con l’ospite. A dimostrazione di ciò il fatto che, in presenza di uguali quantità e qualità di flora batterica, la reazione individuale non è sovrapponibile. Fattori di rischio per la gengivite.

  • Placca batterica.La colonizzazione delle superfici dentali da parte dei batteri è riconosciuta come il fattore eziologico chiave per lo sviluppo della gengivite; si è calcolato che 1 mm di placca dentale, del peso di 1 mg, contiene più di 200 milioni di cellule batteriche. Nel 1965, Löe e collaboratori dimostrarono che in soggetti con gengiva sana, in seguito all’astensione da qualunque forma di igiene orale, si sviluppavano segni clinici di gengivite nell’arco di due/tre settimane per accumulo di placca dentale e che il ripristino di corrette abitudini di igiene orale ristabiliva lo stato di salute in una settimana.
  • Fattori genetici e familiari.Studi effettuati su gemelli omozigoti hanno evidenziato che l’ereditarietà gioca un ruolo importante in almeno la metà dei pazienti affetti da malattia parodontale. I fattori ereditari interessati sono solitamente difetti minori della risposta immune e contribuiscono a spiegare perché i figli di genitori affetti da malattia parodontale sono 12 volte più a rischio di essere colonizzati da batteri parodontopatogeni. I batteri responsabili della malattia parodontale si trasmettono per via orale. Per questo motivo l’American Academy of Periodontology raccomanda di sottoporre a visita parodontale accurata tutti i membri della famiglia, se uno di loro è affetto.
  • Tartaro.Facilita la ritenzione di placca maggiormente patogena e tossine che contribuiscono all’insorgenza della parodontite e alla conseguente perdita di attacco gengivale.
  • Malocclusioni.Anche se il trattamento ortodontico non è necessario al fine di prevenire la gengivite, in caso di malocclusioni è indispensabile adottare tecniche di igiene orale specifiche. E’, comunque, da sottolineare che la malattia parodontale non è di riscontro in età pediatrica, ma è necessario che la sua prevenzione inizi sin dai primi anni di vita, prevenendo la gengivite.
  • Fumo.Diversi studi longitudinali confermano che il fumo è il primo fattore di rischio ambientale per la gengivite e la malattia parodontale. Più si fuma maggiore è il rischio di sviluppare la malattia, per di più in forma grave. Il fumo è in grado di causare recessione gengivale e riassorbimento osseo anche in assenza di malattia parodontale.
  • Patologie sistemiche.Il diabete insulino dipendente, l’osteoporosi, la sindrome di Down, l’AIDS sono solo alcune delle affezioni che rendono l’individuo più suscettibile alla malattia parodontale. Questa suscettibilità può essere anche causata dall’utilizzo di alcuni farmaci come gli steroidi, le ciclosporine, i contraccettivi orali, la fenitoina, la nifedipina, etc..La gengivite e la parodontite, in quanto infiammazioni croniche che rilasciano mediatori infiammatori in circolo, sono state identificate come fattori di rischio per malattie cardiovascolari, diabete, parto pre-termine e nascita di neonati di basso peso per l’età gestazionale.

Raccomandazioni

Prima raccomandazione

Il corretto spazzolamento dei denti, almeno due volte al giorno,  dopo i pasti ed in particolar modo prima di coricarsi previene la gengivite.

Esiste evidenza scientifica che le corrette abitudini di igiene orale vadano acquisite durante l’infanzia, per poi essere maturate e rafforzate durante l’adolescenza e mantenute per l’intera vita.

Seconda raccomandazione.

L’igiene orale per i bambini da 0 a 3 anni deve essere demandata ai genitori. Prima della eruzione dei denti, dopo la poppata, si devono pulire le gengive con una garzina umida. Dall’eruzione del primo dente deciduo, i denti vanno accuratamente puliti con garza o dito di gomma. L’utilizzo dello spazzolino va iniziato il prima possibile per far prendere confidenza al bambino con lo stesso. È buona norma eseguire le manovre di igiene delle gengive e di spazzolamento tenendo il bambino sdraiato, prima o dopo il cambio del pannolino, ma soprattutto prima di farlo coricare.

Terza raccomandazione.

L’igiene orale per i bambini da 4 a 5 anni deve essere praticata sotto la supervisione dei genitori, con spazzolino morbido a testina piccola, utilizzando possibilmente la tecnica “a rullo”. È importante che i genitori diano il buon esempio: il bambino che vede i genitori lavarsi i denti quotidianamente più volte al giorno è spontaneamente portato ad imitarli. La tecnica di spazzolamento dentale consigliata per la fascia pediatrica è quella “a rullo”, che di seguito viene descritta: le setole dello spazzolino vanno posizionate a livello del margine gengivale; lo spazzolino viene premuto contro la gengiva e fatto “rullare” con la rotazione del polso in direzione apico-coronale (“dal rosso al bianco”); il movimento va eseguito almeno 5 volte prima di passare ad un’altra area.

Quarta raccomandazione.

L’uso del filo interdentale in età evolutiva non è consigliato. Il suo utilizzo è ammesso dal termine della permuta e comunque necessita di un apprendimento specifico e di una buona manualità. La prima regola per ottenere un significativo successo nell’instaurare un’abitudine che riguardi l’igiene orale è intervenire con una buona motivazione, una buona informazione ed un’efficace istruzione del paziente. Se questo ha abitudini irregolari circa le metodiche di igiene orale, se le giudica manualmente impegnative e non capisce di essere l’artefice della propria salute orale, difficilmente userà correttamente e regolarmente strumenti ausiliari quali il filo interdentale.

Quinta raccomandazione.

Nei soggetti che non riescono a controllare, con l’igiene orale personale, l’infiammazione gengivale e nei soggetti a rischio è indicata l’igiene orale professionale almeno 1-2 volte all’anno. La strategia di prevenzione delle gengiviti deve basarsi sul profilo di rischio individuale attraverso trattamenti personalizzati.

Il mantenimento della salute orale, e la risoluzione dell’infiammazione gengivale si basano su un attento controllo personale dell’igiene orale. I rischi correlati al fumo, specie per quel che riguarda lo sviluppo della gengivite e della malattia parodontale, si sommano agli effetti dell’infiammazione indotta dalla placca batterica, causando recessione gengivale e riassorbimento osseo. Numerose sono le evidenze che stabiliscono la correlazione tra quantità di fumo e gravità della patologia parodontale. Spesso possono essere necessarie sedute di igiene professionale che prevedano l’eliminazione meccanica della placca e un delicato debridement subgengivale .

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One Comment
  1. Lalla
    16:29 on aprile 29th, 2010

    Ai miei bambini faccio usare il mio stesso spazzolino: me l’ha dato il mio dentista, è Tau Marin Sensitive (quello specifico per la sensibilità, questo per intenderci: http://www.spazzolinosensibile.it) e si trovano molto bene. E’ corretto?

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