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Ortodonzia e apparecchi correttivi contro le malocclusioni. Una panoramica.
Quando c’è una malocclusione con modificazione del rapporto scheletrico fra le due arcate (e quindi ben di più complesso di un semplice affollamento e sovrapposizione dei denti, i denti “storti”), una serie complessa di fattori entrano in gioco. Esempi di queste malocclusioni sono il crossbyte o morso incrociato (palato stretto) mono o bilaterale, la II o III classe (denti in fuori o mandibola prominente) il morso aperto o open (quando toccano i denti dietro, stringendo, davanti non toccano e rimangono aperti, come se ci fosse una fessura) ed altre ancora.  Nominiamo velocemente i fattori in gioco nella genesi di queste malocclusioni con componente scheletrica.
Oltre l’ereditarietà, ed oltre i traumi osteopatici da parto, ci possono essere in gioco le abitudini viziate. La respirazione orale, i difetti della postura linguale, per non parlare del danno diretto che può essere portato dal dito in bocca o dal ciuccio e biberon troppo prolungati, sono stati da me descritti altrove nel sito. Dobbiamo subito capire che questi fattori sono motori (negativi per le arcate) più potenti di qualunque apparecchio esistente, e quindi se non si correggono prima durante e dopo il trattamento ortodontico (come la deglutizione infantile) o del tutto preliminarmente (come ciuccio o dito etc) l’apparecchio sarà incapace di risolvere completamente il problema e ci saranno tempi molto più lunghi, fatiche e rischio di recidiva. Ma di questo si è detto, come anche della fase fondamentale della diagnosi che solo tramite gli esami cefalometrici in laterale e antero posteriore permette di valutare a fondo la struttura ossea.  Che è ciò che in questi casi che sto descrivendo è alterato. E queste sono alterazioni impossibili da valutare solo con la visita in studio. Bisogna approcciare con una serie di tre radiografie, impronte modelli e foto ed altri dati, che permetteranno di capire come stanno davvero le cose, anche e soprattutto a livello osseo. Impossibile valutare ad occhio e bisogna diffidare di chi cerca di fare diagnosi senza questi esami. Si tratta probabilmente di un abusivo o di un incompetente. C’è un mio articolo nel sito dove descrivo bene queste corrette e indispensabili procedure diagnostiche.. Ora vorrei centrare l’attenzione su alcuni aspetti funzionali inerenti queste malocclusioni, che è il vero scopo di questo articolo, che tende a dimostrare la assoluta genialità e superiorità degli apparecchi funzionali rispetto agli altri. Infatti quando ci sono queste malformazioni complesse delle arcate si crea una malocclusione che coinvolge molte strutture collegate ai denti. Così si può facilmente capire come i cicli della masticazione (muscoli, articolazione, cervello che comanda etc) sono alterati. E alterata è la mobilità, funzione ed anatomia della articolazione temporomandibolare. E poi, tutta la muscolatura preposta a far funzionare la bocca avrà delle disfunzioni, e si svilupperanno dolorose tensioni muscolari che possono sfociare in cefalea. Quest’ultima può aver origine anche dalla disfunzione della articolazione. E a sua volta, la disfunzione ATM può originare una devianza dell’atteggiamento posturale della colonna vertebrale con dolori e successivamente degenerazione. Quindi mal di schiena perenne o cervicale etc. La postura è strettamente collegata con la forma della occlusione. Il cervello che si crea un engramma, ovvero uno schema di funzionamento autonomo riguardo masticazione e guida dei muscoli, articolazione etc, ha un disturbo in questa funzione. Manda impulsi di comando non ben registrati. Questo per capire che quando ci sono malocclusioni che hanno implicazioni così profonde, bisogna scegliere la terapia giusta.
Gli  apparecchi funzionali mobili, sono in grado di agire e lavorare non solo sulla forma delle arcate, ma rieducano la lingua, sono NON-CARIOGENI, agiscono in maniera estremamente delicata, fisiologica, progressiva, non incìvasiva. Rispettano e guariscono la ATM, rieducano i cicli della masticazione, rimettono a posto oltre la forma, anche la funzione nella sua completezza e quindi correggono le componenti posturali della schiena collegati alla malocclusione. Questo è dimostrato scientificamente in studi scientifici su migliaia di casi documentati dalla scuola del Prof. Pietro Bracco, università di Torino e da molte scuole del nord europa e del mondo. Invece, in queste situazioni descritte, nessun apparecchio fisso, più o meno.. “invisibile” o le mascherine trasparenti che vanno ora di moda, potrà effettuare una correzione e rieducazione funzionale così complessa, delicata e coinvolgente l’intero organo della bocca e l’intero organismo. Attenzione quindi alle facili mode che presuppongono assenza di qualsiasi tipo di impegno e sacrificio nel nostro mondo perso nel consumismo dove solo l’effimero immediato ha valore. Queste apparecchiature sono valide per altro tipo di malocclusione, molto più lievi di quelle descritte, dove solo lievi spostamenti dei denti devono essere ottenuti con le arcate in prima classe ma non sono in grado di agire in situazioni gravi e complesse. In qualche caso, con questi apparecchi che non sono i funzionali, si potrà ottenere una forma della posizione dei denti corretta ma non si sraà rieducata, appunto, la funzione. I funzionali, che oltre ad essere totalmente non cariogeni, riescono a correggere tutti questi complessi fattori, agendo fisiologicamente sulle cause stesse, delicatamente e progressivamente, sono apparecchi MOBILI. Questo significa impegno per portarli. Questo impegno è semplicissimo nella fascia di età dei primi anni delle scuole elementari. Poi diventa più difficile ottenere collaborazione, ma ad ogni età è possibile. La nostra scuola usa moltissimo gli apparecchi fissi ovviamente, ma per risolvere situazioni diverse. Affollamento anche grave in carenza di spazio, cioè denti “storti”, ma in situazione di assenza delle componenti descritte di NON combaciamento delle arcate. Cioè se le due arcate combaciano (magari grazie proprio all’uso precedente di un app. funzionale), allora il fisso avrà il suo scopo. Le varianti della fissa linguale e delle mascherine, nascono solo da effimere (anche se comprensibili) esigenze estetiche che però sono giustificabili solo in adulti che hanno particolari professioni, non certo in un ragazzino, o in uno studente di qualsiasi età. Io non critico queste tecniche, che considero scomode per il paziente ed in grado di correggere solo piccolissimi difetti e del tutto inefficaci quando la gravità della malocclusione, in una scala da 1 a 10, supera di poco il minimo.  Non ultimo, ci sono vantaggi dei funzionali anche dal punto di vista della OSTEOPATIA: Non bloccano il meccanismo della respirazione cranica, effettuano un rimodellamento dolce, senza traumi e costrizioni, al contrario di quello che viene effettuato da altri tipi di apparecchiature più tradizionali e meno moderne.
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2 Comments
  1. de carli giulio
    15:35 on febbraio 12th, 2011

    Caro Passaretti hai un sito che è uno schianto,il migliore.Questo articolo mi fa capire la vastità e profondità della tua preparazione che sicuramente hanno pochi dentisti.

    Giulio De Carli

  2. Barbara Ingrosso
    20:46 on luglio 10th, 2014

    In merito alle malaocclusioni sto curando i miei figli con l’acom, e attraverso il metodo sviluppato dal dott. Montorsi, che affianca osteopatia e logopedia. E’ un metodo straordinario, che non utilizza l’ortodonzia tradizionale ma ho ottenuto risultati incredibili in soli tre mesi. L’acom è un occlusore miofunzionale. Vista la sua grandissima cultura credo che possa interessarla.

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